Un lancio nel vuoto per sentirti viva

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Se qualcuno mi avesse chiesto di farlo gli avrei riso in faccia! E invece, alla fine sono stata io a decidere di farlo. Lascia che ti racconti come sono andate le cose…

Un bel giorno GF, che me ne aveva già parlato in passato, decide di provare il lancio con il paracadute. Non avendo la licenza richiesta e l’attrezzatura necessaria deve fare il lancio in tandem con un istruttore.

Arriva la domenica prescelta e lo accompagno all’evento. Lui fa tutto quello che deve ed io assisto fino a quando decolla e poi atterra con il paracadute. Al suo rientro è entusiasta e ha una grande luce negli occhi. Andandogli incontro la prima cosa che ho detto è stata: “La prossima volta lo faccio anche io!”

Non è passato molto. Circa un mese dopo torniamo al campo di volo e una splendida giornata ci attende insieme ad una bella musica energizzante che proviene da un capannone chiamato hangar.

Fatta l’iscrizione mi presentano l’istruttore che si lancerà con me. Mi fanno scegliere una tuta e mi preparo per l’evento. Arriviamo al briefing dove ci spiegano come avverrà il lancio e quali sono le cose che dobbiamo fare quindi ci muoviamo verso l’aereo che ci porterà a 4000 metri di quota. 4 km dal suolo!

Il cuore inizia a battere in modo più intenso. L’aereo somiglia più a un carro merci con le ali e fa un rumore molto simile a quello di un vecchio trattore. Dicono che comunque sia sicuro…

Decolliamo e iniziamo a prendere quota. Siamo tanti, quasi tutti al primo lancio e gli istruttori scherzano probabilmente per sdrammatizzare e attenuare la tensione. Due di loro si occuperanno delle riprese in volo per cui avrò un grande ricordo di questa esperienza.

Lentamente arriviamo in quota e qualcuno apre un portellone laterale. La vista è pazzesca!  Il cuore ora sta lavorando veramente forte e un po’ mi chiedo se sia stata una buona scelta. La paura, che fino ad ora avevo tenuto sotto controllo si sta facendo davvero sentire!

Saremo gli ultimi a saltare. Il mio istruttore aggancia e controlla i moschettoni mentre uno alla volta vedo tutti sparire nel vuoto. Arriva il nostro turno. Credo di aver tentato di opporre resistenza prima di trovarmi a pancia sotto con le braccia aperte e il vuoto intorno. Una sensazione unica. Il mio cervello faticava a razionalizzare che non ci fosse pericolo. Stavo semplicemente precipitando a 200 km all’ora da 4000 metri!

Di fronte a me un ragazzo riprendeva mentre l’istruttore verificava che non fossi morta dalla paura e animava le riprese con qualche pagliacciata.

Un minuto. Semplicemente un interminabile e intensissimo minuto prima di percepire la sensazione che sopra di me qualcosa ci avesse agganciato e ci trattenesse dal cadere. Il paracadute ora era aperto e volteggiavamo mentre mi godevo il panorama con una pace e una serenità mai provati prima.

Giusto 3 minuti prima che toccassimo terra e fossi investita da un mix di emozioni per l’avventura appena conclusa. 4 minuti in tutto per provare emozioni che passavano dal terrore puro ha una scarica di felicità. 4 minuti per apprezzare realmente la gioia di essere viva!

Concludo dicendo che è un’esperienza che sono davvero felice di aver provato è che sicuramente ripeterò. E ti consiglio davvero di provarla anche tu e di raccontarmi le tue sensazioni perché ricorda,

la vita inizia a 50 anni!

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